La Nduja è una sorta di crema composta da carni di maiale finemente tritate, impastate con consistenti dosi di peperoncino calabrese, e insaccate in un budello cieco.
Ormai prodotta in larga parte della Calabria, nasce nella provincia di Vibo Valenzia. Quella prodotta a Spilinga è protetta dal riconoscimento DOP.
Introdotta forse nel periodo della dominazione spagnola o, più verosimilmente, di quella napoleonica, considerata la vicinanza lessicale con una salsiccia che i francesi chiamavano Andouille, si trattava, all’epoca, di un salume povero, “inventato” per non fare andare a male le parti meno nobili del maiale, affidandole alla naturale capacità conservante del peperoncino.
Oggi la Nduja è internazionalmente conosciuta come prodotto calabrese di eccellenza, in quanto non più composta con parti di risulta del maiale, ma selezionando accuratamente pezzi di guanciale, pancetta, coscia e spalla, che l’hanno elevata a rango di straordinario insaccato dal sapore molto piccante.
Si tratta dunque di una specie di salume, fortemente speziato, che può essere impiegato per arricchire innumerevoli ricette, dal risotto alla pizza, passando per abbinamenti ai formaggi, alla carne, al pesce.
Inoltre, può essere consumata al naturale, senza cottura, come un qualsiasi prodotto spalmabile, anche se sprigiona il meglio di sé appena scaldata, magari nell’apposito scaldanduja di cotto.
L’elevata dose di peperoncino, ricco di capsaicina e vitamina C, quest’ultima sei volte più concentrata rispetto alle arance, ne fanno un cibo non privo di proprietà antiossidanti e antibatteriche.


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